LA FUTURA si racconta su VENDING MAGAZINE

“Non vogliamo rimanere fermi a specchiarci sul passato e il presente. Viviamo proiettati verso il futuro. Buon nome non mente…”. Franco, Mirko e Omar Galotta raccontano #LAFUTURA a Enrico Capello sul nuovo numero di Vending Magazine: un articolo approfondito che mostra il volto e il cuore della nostra azienda!

La Futura: un presente radioso, un orizzonte ambizioso

La famiglia Galotta ci guida all’interno di un’impresa di gestione modello, leader per redditività e performance finanziarie tra le “Top 100” del Vending italiano. Il nuovo stabilimento di Giussano trampolino di lancio della crescita

 

Omar, Franco e Mirko Galotta

Tecnologica, evoluta, moderna, sempre aperta a nuove sfide. Mai ferma, in perpetuo movimento. Il perfetto prototipo della piccola-media gestione vending a conduzione famigliare, in cui due generazioni di imprenditori si amalgamano tra loro, con l’esperienza e la saggezza che vanno a braccetto con l’innovazione e il fermento delle idee. A fare da collante l’entusiasmo e la spinta a progredire.

La Futura S.r.l., gestione lombarda con sede a Giussano (Monza-Brianza), ha vissuto in questo ultimo biennio una crescita esponenziale, smentendo chi ritiene, talvolta con supponenza, che essere “piccolo” e “local”, nel mondo dell’industria e dei servizi, sia sempre sinonimo di staticità.

Consultando gli ultimi due studi sulle “Top 100” del Vending italiano della nostra testata si noterà l’exploit dell’impresa della famiglia Galotta che nel 2022 ha guadagnato ben 14 posizioni nel ranking per fatturato rispetto a quello dell’anno precedente (dal 73° al 59° posto, da 3.596.000 Euro a 4.418.000 Euro) e 8 posizioni in quello per Risultato Netto (dal 20° al 12°, da 462.000 Euro a 808.000 Euro), salendo addirittura sul podio nella classifica del Rapporto % Ebitda/Fatturato (terza con il 30,38%). Sia come ricavi che come variazione % di Ebitda, La Futura fa parte della ristretta cerchia dei “Campioni” per queste due tipologie di indici.

Numeri da far girare la testa – che sono valsi a La Futura anche la presenza nel novero delle aziende “Oscar del Bilancio” di VM/Eidos Consulting sia nell’edizione dello scorso anno che in quella pubblicata su questo numero della rivista – ma che non destabilizzano e non scuotono la solidità e la concretezza degli amministratori, papà Franco Galotta e i figli Omar e Mirko, che senza vanagloria, ma con dovizia di particolari, ci raccontano la storia di una PMI di successo.

Franco e Mirko, potete innanzitutto commentarci i dati economico-finanziari appena esposti?

Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti nel 2022; abbiamo smarcato gli obiettivi prefissati l’anno precedente, ossia l’aumento fatturato del 20% e il miglioramento del rapporto percentuale Ebitda/Fatturato.

Tutto questo grazie, alla perseveranza e allo spirito di squadra che riscontriamo in ognuno dei nostri collaboratori. Senza passione e sacrificio non si va da nessuna parte.

Signor Franco, il nome dell’azienda è particolarmente originale. Come mai questa scelta?

Pura casualità. Era il 1992 quando decisi di inseguire un sogno che avevo sempre tenuto nel cassetto: aprirmi una gestione tutta mia mettendo a frutto la lunga esperienza di agente di commercio nel Vending presso la torrefazione El Mundo della famiglia Cantadori. Avevo pensato a tutto tranne che al nome. Il giorno dell’iscrizione in Camera di Commercio cominciai a girare nella mia zona per trovare spunti. Passai davanti a una lavanderia che si chiamava La Futura ed ebbi l’ispirazione.

Quali le tappe della crescita de La Futura?

Il percorso è stato quello di tante gestioni indipendenti, nate da una visione del fondatore e dalla voglia di fare l’imprenditore.

Sono partito dal garage di casa, poi la prima sede da 170 mq a Paina (frazione di Giussano), quindi per 17 anni abbiamo svolto l’attività in un capannone di nostra proprietà di circa 500 mq a Giussano all’interno di un polo con altri magazzini, a cui si aggiungevano circa 300 mq in affitto. Le dimensioni erano diventate, però, ormai ridotte per l’implementazione avuta nel frattempo dall’azienda: c’erano problemi di logistica e di gestione degli spazi. Abbiamo, perciò, deciso di diventare totalmente indipendenti e di spostarci nell’attuale sede a Giussano in cui siamo entrati nell’autunno del 2023. Si tratta di una struttura da 4.500 mq coperti – di cui 3.000 mq per logistica e magazzino, 500mq di officina, 500mq di uffici in open space, 500mq di sala conference e mensa – che raggiunge i 7.000 mq con l’area esterna.

Un investimento importante che porta con sé numeri positivi anche nell’anno 2023 appena concluso?

Abbiamo salutato il 2023 con circa 5,3 milioni di Euro di fatturato, +20% rispetto al 2022. La nostra grande attenzione alla marginalità delle battute, a costo anche di lasciare volontariamente clienti poco redditizi, ci ha permesso di contenere le perdite anche durante il Covid: in due anni abbiamo recuperato il fatturato pre-pandemia.

Siamo in forte espansione e ci avvaliamo di una quarantina di dipendenti di cui la metà sono addetti al rifornimento.

Abbiamo circa 2.000 clienti attivi in un vasto territorio comprendente città e province come Milano, Monza e Brianza, Como, Bergamo, Varese, Lecco e Novara. Le macchine installate sono 3.500 di cui circa 500 OCS. Il monoporzionato è un servizio che diamo a richiesta e più che altro lo utilizziamo come plus commerciale per chiudere il cerchio della trattativa con una locazione. Serviamo tutti i tipi di aziende private, dai 5 ai 2.000 dipendenti, scuole e quegli enti pubblici in cui possiamo entrare senza farci mettere il cappio al collo da appalti anti-economici.

Una zona su cui stiamo spingendo molto è il bergamasco, un’area a forte vocazione produttiva, in cui è meno presente lo smart working rispetto al milanese e dove alcuni competitor stanno perdendo terreno “liberando” spazi di manovra.

Come mai nel 2020 avete deciso di trasformarvi da società di persone a Srl?

Abbiamo deciso di passare ad una società di capitali perché l’azienda stava crescendo sotto tutti gli aspetti e quindi per avere una maggiore tutela personale e dei maggiori benefici finanziari abbiamo optato per la forma giuridica della Srl.

Mirko Galotta, siete riusciti a ribaltare sulla clientela la maggiore incidenza dei costi delle materie prime di questo ultimo biennio?

È una situazione complessa, perché puoi chiedere di più ma di aumenti ne fai al massimo uno all’anno per due anni consecutivi. Una cadenza maggiore non sarebbe accettata dal cliente. È stato più facile negli uffici e società di servizi di Milano, si fa più fatica nelle piccole e medie imprese della Brianza e del comasco. Siamo nell’ordine di 10 cent. di media contro 2/3 cent. È una strada in salita ma è l’unica percorribile per rimanere sostenibili in un mercato condizionato dai prezzi bassi di vendita.

Ci sono troppi gestori che predicano bene e razzolano male. Se hai abituato per decenni il tuo cliente a non chiedere più di 30 cent. per un caffè, non puoi pretendere che di punto in bianco accetti adeguamenti solo perché i tuoi costi vivi sono cresciuti.

Sono i gestori a indirizzare il mercato e nel tempo siamo diventati, agli occhi dei nostri committenti, dei fornitori secondari, “già arresi” e perdenti in partenza, pronti a scendere a compromessi su tutto. Chi hai di fronte sa che se non sei tu ad adeguarti, arriverà qualcun’altro. Abbiamo le nostre belle colpe, noi gestori.

Da parte dei Grandi Gruppi ci dovrebbe essere finalmente un’assunzione di responsabilità e, viste le loro dimensioni e il numero di locazioni gestite, la volontà nel portare avanti una politica di prezzi sostenibili. Il piccolo operatore, seppur virtuoso, non può incidere sugli equilibri generali.

La qualità del servizio per una pausa felice – come recita il vostro claim aziendale “Have a nice break” – su quali aspetti si declina?

Per l’attività svolta l’azienda ha ottenuto il riconoscimento delle seguenti certificazioni: ISO 9001, certificazione di qualità del sistema di gestione; ISO 14001, certificazione ambientale; ISO 22000 basata sui principi dell’HACCP; OHSAS, certificazione relativa alla salute e sicurezza sul posto di lavoro.

Siamo poi attenti a tutte le nuove esigenze emerse nel post-pandemia dalla clientela che apprezza sempre di più un’offerta di impianti moderni ed efficienti, sostenibili e puliti.

È in aumento, ad esempio, la domanda di dispenser d’acqua a rete idrica e di soluzioni che favoriscono una corretta azione di riciclo. La peculiarità, che ci distingue sul mercato, è che diamo il servizio direttamente con il nostro personale qualificato, senza subappaltarlo a terzi. Il cliente si sente rassicurato dal potersi interfacciare con un unico fornitore, senza avere troppi operatori che girano nello stabilimento e poi, non secondaria, c’è la questione dei costi.

Proponiamo una serie di prodotti salutistici, ipocalorici e ad alto valore nutrizionale. Se ben gestite, queste referenze danno riscontri commerciali interessanti. Nell’ultimo anno abbiamo registrato un incremento di vendite del +33%. Per gli accessori utilizziamo plastica, carta e legno e siamo attenti al riciclo e alla smaltimento dei rifiuti nelle aree break in cui inseriamo il compattatore Tritech e il sistema Rivending di Confida.

La scelta dei distributori automatici verte su modelli di ultima generazione a minor impatto ambientale con attiva la funzione energy saving. Col supporto del nostro ufficio marketing tutti i distributori possono essere completamente personalizzati con grafiche esclusive del cliente creando valore e immagine all’area break.

Abbiamo anche in dotazione due auto commerciali elettriche.

Non credete che la cura del caffè sia diventata un fattore un po’ trascurato dal settore?

Concordo che si sia persa in parte l’attenzione ai fondamentali del lavoro del gestore. Per noi dare qualità, ad esempio, significa utilizzare solamente la macinatura automatica che è il valore aggiunto in grado di garantire un’eccellente qualità e costanza di erogazione di ogni caffè. La macinatura manuale è, invece, un processo più complesso da seguire e monitorare e alla lunga le macchine si starano e offrono un prodotto pessimo.

Un altro fiore all’occhiello de La Futura è la manutenzione preventiva dei distributori, che viene effettuata nella nostra officina interna, e agli investimenti nella ricambistica. Le macchine vengono preparate interfacciandosi con i fabbricanti su tutti gli aggiornamenti tecnici. Non ci affidiamo a centri di revisione esterni.

Siete molto attivi anche nella comunicazione d’impresa…

Siamo una “mosca bianca” nel panorama delle PMI del Vending. Il marketing è fondamentale per spiegare cosa fai e come lo fai. Alla fine, siamo tutti gestori e vendiamo più o meno gli stessi prodotti. Bisogna raccontare cosa c’è dietro a una vending machine, bisogna comunicare la qualità. Ci siamo affidati a una società di pubbliche relazioni per aggiornare il sito istituzionale e quotidianamente i nostri social.

Omar, quanto investite in nuove macchine?

Abbiamo investito parecchio in d.a. smart interconnessi sfruttando le agevolazioni fiscali del piano industria 4.0. Ci siamo posti come obiettivo di sostituire annualmente circa il 10% del parco macchine, per completare l’ammodernamento entro 10 anni.

Tutti i d.a. escono con incorporato il sistema di pagamento Matipay che garantisce all’utente la possibilità di pagare con app e, dove ci viene richiesto, con carte di credito/debito. Matipay ci permette di proporre, con cadenza periodica, campagne marketing e promozionali molto apprezzate da chi utilizza il servizio. Una cosa ci teniamo a sottolineare: non facciamo revamping e ricondizionamenti. I nostri distributori sono tutti nuovi e originali.

Si riscontra anche nella vostra clientela una maggiore domanda di macchine da banco con il grani?

La semiautomatica è sempre più ricercata specialmente negli uffici direzionali dove la qualità viene prima di tutto e quindi si vuole avere a disposizione un caffè fresco da macinare all’istante. Sono locazioni da una ventina di persone che possono assicurare un minimo di 20-30 erogazioni giornaliere.

Questo tipo di macchine non necessitano di spazi enormi e per noi rappresentano un’ottima fonte di marginalità perché il caffè è di solito gratuito per i dipendenti – quindi il gestore ha maggiore spazio di manovra sul prezzo rispetto alla concorrenza classica del Vending – e ci sono minori costi di caricamento.

La Futura fa parte del consorzio Euro Group. Come mai questa scelta?

In Euro Group una gestione indipendente come la nostra trova un punto di riferimento e un supporto professionale e serio. Non è solo un gruppo di acquisto utile per ottimizzare gli acquisti. In Euro Group riesci, infatti, a crescere a più livelli: nella formazione, nel confronto, nel condividere con altri operatori del Vending i sani valori di un’impresa sostenibile. Non si è solo colleghi ma amici. Si impara, si cresce, si migliora. Ciò che siamo riusciti a costruire in questi anni è scaturito anche dall’esperienza in Euro Group. Un esempio? Prima non avevamo mai preso in considerazione l’opportunità di approfondire il tema del controllo di gestione. Ora stiamo iniziando ad affrontare argomenti come la creazione di un budget e la corretta analisi dei costi.

Per finire… scusate il gioco di parole… come vedete il futuro de La Futura?

Sicuramente positivo. Il nostro obiettivo è crescere. Non ci poniamo limiti nel fatturato. Tutto, però, con la giusta gradualità, tenendo sempre sott’occhio i conti.

Non ci interessa vendere la gestione, potremmo pensare, invece, a delle acquisizioni più strutturate rispetto all’acquisto di battute di micro-gestioni di qualche amico/collega. È un passo impegnativo, che un po’ ci spaventa, ma che consideriamo nel nostro orizzonte. Lo sviluppo sarebbe di certo più veloce. Nessun salto nel vuoto. Nel caso ci prepareremo e ci organizzeremo per tempo. Non vogliamo rimanere fermi a specchiarci sul passato e il presente. Viviamo proiettati verso il futuro. Buon nome non mente…

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